Dialog Teologic XVIII/36 (2015)

Dialog Teologic XVIII/36 (2015), 60 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 15 lei.

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La Chiesa fonda le sue radici nel mistero di Cristo. Dalla persona di Gesù Cristo estrae i principi per il suo essere e il suo agire. Se le cose sono chiare per quel che riguarda la sua esistenza, un problema delicato rimane il suo modo di agire di fronte ai tempi che cambiano continuamente.
Pr. prof. Juan Javier FLORES ARCAS
Questo studio intende presentare alcuni aspetti del ruolo evangelizzatore della liturgia. Lontano dall’essere una somma di riti, la liturgia è un mezzo straordinario per evangelizzare. Questa sua funzione si svolge soprattutto attraverso la celebrazione della Parola e dei sacramenti, tenendo sempre presente che celebrare è in realtà evangelizzare. L’evangelizzazione dovrebbe adeguarsi ai segni dei tempi verso l’ideale di una liturgia della bellezza dentro una Chiesa in cammino verso la perfezione e la patria celeste.
CETTINA MILITELLO
Il lavoro presente ha l’intento di esporre i significati dell’immagine della donna come segno dei tempi. Già dal titolo si nota che si tratta di una narrazione autobiografica, non necessariamente una apologia a favore di un accesso più largo delle donne allo studio e alla ricerca della teologia. Al centro sta il racconto autobiografico con le sue tappe importanti. Il percorso autobiografico è poi inquadrato nel panorama generale della teologia delle donne in diversi campi di studio e di ricerca. Alla fine è prospettata un’incidenza ecclesiale della teologia “al femminile”.
Iulian FARAOANU
The purpose of this paper is to present some aspects of New Jerusalem symbolism in Revelation in relationship with various biblical fragments.
In order to describe the image of Jerusalem, it will be a general presentation of the concept „holy city” in the Old and New Testament. The description is followed by short analyses of some fragments from Revelation related to the Jerusalem concept. In the end, comes out reflections about the theological and symbolical figure of the apocalyptical Jerusalem. The holy city is the fulfillment of history and the dream to see God face-to-face.

Fabian DOBOŞ
Il presente articolo vuole trattare e spiegare il modo in cui il Papa Paolo VI è riuscito mettere in pratica l’unico suo scopo: la conversione degli uomini a Dio. Il titolo è dato da un paragone che si può fare tra il Papa Paolo VI e Sant’Atanasio di Alessandria, che ha combattuto dappertutto l’arianesimo, da qui essendo ricavato il sintagma: Atanasius contra mundum.
La prima parte dell’articolo tratta della vita e dell’attività di Giovanni Battista Montini prima della sua elezione alla Sede Pontificale; la seconda, divisa in due parti (prima e dopo l’anno 1968) cerca di riassumere l’intero lavoro di un papa che è riuscito a conservare la fede della Chiesa in Cristo.

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