Dialog Teologic XIX/40 (2017)

Dialog Teologic XIX/40 (2017), 62 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 15 lei.

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don Matteo CRIMELLA
«SIATE MISERICORDIOSI, COME IL PADRE VOSTRO È MISERICORDIOSO» (Lc 6,36) La misericordia di Dio, la misericordia del discepolo

Lo studio contiene alcune riflessioni sul tema della misericordia partendo da Lc 6,36. In nessun passo della Bibbia c’è l’invito ad essere perfetti come Dio è perfetto o misericordiosi come Dio è misericordioso. Non è però inutile ricordare la formula della Legge di santità del Levitico: «Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo» (Lv 19,2). Dio chiede agli Israeliti di essere santi, non come egli è santo, ma perché egli è santo. La mancanza di formule simili a quella evangelica, non significa che non vi siano raccomandazioni che esprimono un pensiero simile.
Nella vangelo di Luca si tratta d’imitare una maniera d’essere che è prima di tutto quella di Dio. Da Dio il discepolo deve prendere l’esempio, mostrandosi misericordioso.

Lucian FARCAŞ
ENTWICKLUNGSSTADIUM DER SITTLICHEN KOMPETENZ

Der Prozess der Entstehung und Entwicklung der ethischen Kompetenz begleitet auf dem Lebensweg die gesamte Existenz des Menschen. Darin sind unterschiedliche Etappen zu sehen und zu klären. Hier sind diverse Niveaus der moralischen Skala zu differenzieren und als solche für das Verständnis der heranwachsenden menschlichen Person zugänglich zu machen. Die Humanwissenschaften bieten zahlreiche Modelle und Methoden für die Analyse der moralischen Ebenen innerhalb der menschlichen Entwicklungen. Besonders moralpsychologische und sozialtheoretische Einsichten im Kontext der Sozialisations-Forschung sind unentbehrliche, hilfreiche Arbeitsinstrumente für die Erhellung der theologisch-ethischen Kompetenz des Menschen.

Prof. Peter SCHALLENBERG
DER ORT DER UMWELTETHIK IN DER KATHOLISCHEN SOZIALLEHRE

Il presente studio intende proporre un punto di vista sul luogo dell’etica dell’ambiente nell’insegnamento cattolico riguardo la dottrina sociale della Chiesa. La prima parte del lavoro è dedicata ad una rassegna dei documenti magisteriali che prendono di mira i problemi dell’etica ambientale, culminando con la lettera enciclica “Laudato si’”. La seconda parte presenta due punti di vista sui problemi dell’ambiente da parte di due teologi tedeschi. L’accento è messo sulla durabilità: le risorse del pianeta dovrebbero essere usate con moderazione e sapienza. Nello stesso tempo si evidenzia il rispetto della creazione secondo i ritmi che Dio ha impresso in essa.

Ciprian BEJAN-PISER
LA FUNZIONE MATERNA DI MARIA NELL’UNICA MEDIAZIONE DI CRISTO Il contenuto del numero 60 dell’VIII° capitolo della Costituzione dogmatica Lumen gentium nel magistero dei Pontefici

L’VIII Capitolo della Lumen gentium, con il suo spirito ecumenico- pastorale, viene definito da Paolo VI un «[…] inno incomparabile di lode in onore di Maria»1 che esprime il fulcro della fede cattolica attraverso un ritorno alla tradizione e alle origini, non in un freddo uno stile normativo, ma dialogico2. Ci proponiamo di tratteggiare, per quanto possibile, alcune linee riguardanti la preparazione del numero 60 della Lg durante i pontificati di alcuni pontefici precedenti e successivi il Concilio Vaticano II. Di seguito cercheremo di individuare la svolta del fattore mariologico nella teologia postconciliare, i diversi inciampamenti riscontrati sul camino teologico-pastorale, il ruolo dello Spirito Santo nella mediazione come anche alcuni interventi ecumenici più pertinenti.

Dialog Teologic XX/39 (2017)

Dialog Teologic XX/39 (2017), 60 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 15 lei.

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Pablo ARGÁRATE
THE NEW BISHOP OF ROME:A REVOLUTION?

To many, Christians or not, Francis, the new Bishop of Rome, brings new fresh air into the world. Francis understands the Church as the “People of God” and wants to decentralize its organization. In other words, the Church has to go out, to everybody, especially to the excluded and marginalized, and bring them the joy of Christ’s gospel.

In regard to the Catholic Church, his image of a “field hospital” is a very powerful one. Urgent compassion and care is the main task of the Church. But, Francis’ revolution appears to be a re-focusing of the Church on Jesus’ main message of compassion and mercy.

don Matteo CRIMELLA
EDUCARE ALL’ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO Il Cardinale Carlo Maria Martini maestro appassionato di lectio divina

Lo studio mette in evidenza il ruolo della lectio divina nell’accostamento alla Bibbia. La tradizione cristiana da sempre si è sottoposta all’ascolto della Parola di Dio. Il termine lectio divina viene dalla tradizione patristica e propriamente significa «lettura divina». Si tratta di leggere la Scrittura in spirito di preghiera come Parola di Dio, nell’ambito della nostra vita cristiana, in comunione con la Chiesa e con il suo insegnamento. Non è dunque una lettura privata, non è uno studio esegetico, ma è un vero e proprio momento di preghiera. Nessuno di noi ha la possibilità di incontrare Gesù in carne ed ossa, essendo questa esperienza storica a noi interamente negata, ma indubbiamente tutti possono incontrarlo nella forma della fede e ascoltarlo per mezzo della sua Parola.

Ştefan LUPU
IL CONTRIBUTO DI DUMITRU STANILOAE ALLO SVILUPPO DELLA TEOLOGIA ORTODOSSA RUMENA

Nell’opera di Dumitru Staniloae esiste una grande varietà di temi e problemi, in cui ha assunto delle posizioni originali, a volte radicali, ma sempre favorevoli al dialogo.
Credo sia possa abbozzare, anche se in modo provvisorio, quella che può essere definita la «visione creatrice» di Dumitru Staniloae, ossia il filo conduttore che dà unità e consistenza alla sua opera. La riflessione teologica del nostro autore si distingue per l’elaborazione di una teologia esistenziale, una teologia cioè che valorizzi pienamente la Rivelazione e l’esperienza ecclesiale del popolo di Dio, poi per una teologia animata dalla spiritualità filocalica e, infine, per una teologia aperta al dialogo vivo con la società contemporanea.

Gabriel Iulian ROBU
„STATUS NATURAE LAPSAE SIMUL ET REDEMPTAE” (Gen 3) IN MAN AND WOMAN HE CREATED THEM: A THEOLOGY OF THE BODY BY JOHN PAUL II

In this article, my intention has been to emphasize the role of the postlapsarian protology (Gen 3) in the anthropology enlightened by the mystery of Christ (status lapsae simul et redemptae). I considered the disastrous consequences of original sin, the perspective of death, the appearance of shame, the change in the meaning of nakedness – a change generated by the triple concupiscence in the human heart, the deformation of the spousal meaning of the human body and the disorder produced in the communio personarum, as they are presented in the catecheses of Man and Woman He Created Them: A Theology of the Body by John Paul II. Finally, from the perspective of the protoevangelium (cf. Gen 3:15), I examined protology and anthropology in the light of Christology, because in Christ it has been historically manifested and eminently revealed who man is and what is his fulfillment.

Dialog Teologic XIX/38 (2016)

Dialog Teologic XIX/38 (2016), 68 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 15 lei.

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don Matteo CRIMELLA
Lo studio presenta un panorama sulle scelte pastorali del cardinale Carlo Maria Martini. La Parola di Dio ha guidato la predicazione e l’azione pastorale di Martini; egli proponeva cinque parole fondamentali come guida irrinunciabile per la vita della comunità cristiana: il silenzio, la Parola di Dio, l’Eucaristia, la missione e la carità. Dopo quindici anni di servizio episcopale, al termine del Sinodo diocesano 47°, il cardinale sintetizzava il compito della Chiesa per mezzo del verbo “evangelizzare”. La missione della Chiesa è comunicare il Vangelo.

Prof. Dr. Dirk ANSORGE
L’articolo presente mira a sottolineare il contributo della teologia in un Europa secolarizzata. La scienza teologica conserva il suo ruolo nella società, illuminanando il mistero dell’uomo e della vita. La teologia dialoga con le altre scienze nelle Università per acrescere il sapere umano. Ma, la teologia rivela la sua importanza nelle risposte che offre sul senso della vita. Nello stesso tempo, la teologia risponde alle ardue domane sul futuro dell’Europa e del mondo.

Gabriel Iulian ROBU
In this article, my aim has been to emphasize the role played by Gen 1-2 (status naturae integrae) in the theological anthropology of John Paul II. I have attempted to present the relevance of the Elohist and Jahwist traditions about man’s creation for anthropology, emphasising the transition from the original solitude of Adam to the interpersonal communion that reflects the image of God’s Trinity. I also speak of the meaning of original nakedness, of the original unity and of the spousal features of the human body in the sphere of the hermeneutics of gift. I has aimed to show that for Pope John Paul II and Pope Francis, man is a gift and in order to be happy, he/she must become a gift for others. In a hermeneutical context in which everything is a gift of God, including both time and space, man cannot find himself and his fulfillment unless he becomes a gift. The hermeneutics of the gift is one of the many common points addressed by Saint John Paul II and Pope Francis. The abundance with which the two Pontiffs use the term “gift” and the importance they award to this key concept leads us to the conclusion that, according to the recent Magisterium of the Church, the hermeneutics of the gift is itself a gift and a light for the Christian families in the third millennium.
Lucian FARCAŞ
Die Frage nach der moralischen Kompetenz bezieht sich nicht nur auf das Wissen und Wollen hinsichtlich eines sittlichen Aktes, sondern ausdrücklich auch auf das konkrete Können der moralischen Fähigkeit des Menschen. So ist davon auszugehen, dass die sittliche Fähigkeit der menschlichen Personen im Bereich der sozialen Metanoia ihre allgemeine Kompetenz im Sittlichen impliziert. Die moralische Kompetenz wird nicht angeboren, sondern sie wird durch Vermitteln und Lehren erworben, wobei zwei fundamentale Aspekte innerhalb einer moralischen Entwicklung hervorzuheben sind: Der heran-wachsende Mensch wird in seiner Sittlichkeit durch die soziale Mit- und Umwelt bestimmt, gleichzeitig bestimmt er selbst diesen Prozess durch personale Partizipation an der moralischen Entfaltung seiner eigenen Anlagen. In diesem Sinne soll im vorliegenden Artikel die Rede vom im Sittlichen sozial bestimmten und bestimmenden Menschen sein.

Dialog Teologic XIX/37 (2016)

Dialog Teologic XIX/37 (2016), 60 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 15 lei.

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Enrico DAL COVOLO
Lo studio parte dalla domanda generica “Che cos’è la teologia (cristiana)?”. Per rispondere a questa domanda è indispensabile una precisazione sulla teologia stessa come scienza e sul proprio metodo. Dopo aver precisato le note essenziali della teologia come scienza e le questioni riguardanti il suo metodo, si lancia un confronto con le altre scienze sullo sfondo della secolarizzazione. Nel panorama delle scienze, la teologia rimane la scienza che può spiegare all’uomo di oggi la sua identità, il mistero del mondo e della vita.
Il mistero, taciuto ma rivelato in Cristo, è l’evangelizzazione sia per i giudei che per i pagani. Anche se Romani ha spesso prestato il terreno per una duplice concezione dell’elezione al bene e al male, secondo la quale sin da principio alcuni si salvano e altri si perdono, da una comprensione globale e contestuale delle affermazioni paoline emerge un’unica elezione positiva e non negativa, quella realizzata in Cristo mediante la sua morte e la sua risurrezione. Se ci poniamo sul versante della comunità di Roma, come di ogni comunità che riceve questa lettera, Paolo esorta i cristiani di origine giudaica a non vantarsi dei propri privilegi donati da Dio nella storia della salvezza, e quelli di origine pagana a non esaltarsi di fronte all’incredulità di buona parte d’Israele: «Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!» (Rm 11,32). Dall’universale misericordia di Dio viene la salvezza per tutti.

Iulian Gabriel ROBU
THE LOGIC OF THE “ADEQUATE” ANTHROPOLOGY IN MAN AND WOMAN HE CREATED THEM: A THEOLOGY OF THE BODY BY JOHN PAUL II AND REINTRODUCED IN AMORIS LAETITIA BY POPE FRANCIS

This article presents a general introduction to the anthropology of the Pope John Paul II treaty of Man and Woman He Created Them: A Theology of the Body, describing the ecclesial context, the author, its philosophical and cultural formation, the method and content of the treaty, and in the second part the fundamental concepts of the “adequate” anthropology of the Pope as well as the function of the protology for anthropology in general, and for theology of the body in particular. A special place is dedicated both for indicating the implications of the theology of the body and to illustrate its relationship with the Pope’s “adequate anthropology”, and for showing how, like Saint John Paul II, Pope Francis connects the protology with eschatology in a Christological key. Christ is the way to understand both the beginning of mankind and his end. For both popes, Christ is the full man and he is the way that shows man how he/she can truly find personal and mutual fulfillment in married life.

Iosif ENĂŞOAE
CHRISTIAN PARENTS, CHILDREN’S FIRST EDUCATORS ACCORDING TO THE DOCUMENTS OF THE SECOND VATICAN COUNCIL

The first and irreplaceable mission of the Christian parents is to be real educators for their children. Having called their children to the banquet of life, Christian parents have the foremost and specific right and, at the same time the, duty to be involved in a total and responsible manner in children’s growth and the whole education process. Aware of the fact that each of their children has the same human dignity as their parents’ dignity, such parents have the duty to educate and train children so that the latter can fully live their vocation, in accordance with human dignity, while promoting personal and common good.
According to the Documents of the Second Vatican Council, the education children have to receive from their parents is complex and shall include all aspects of human life: physical, psychological, religious, moral, social and vocational. To adequately fulfil their mission, parents will make responsible choices in choosing the kindergarten, primary and secondary school and high school for their children; such institutions shall support children and help them in their pedagogical itinerary. From Christian perspective, the most important commitment made by spouses when receiving the sacrament of Matrimony is to transmit faith to their children by Baptism, and to preserve and develop this gift received through catechesis, prayer and personal example. The current education crisis – the result of erroneous ideologies – often encountered also in our families, can be overcome by changing this wrong mentality. This mentality refuses to accept the fact that children are a gift God makes to human family and society, while arguing that children are rather obstacles for the development of their parents or a right owed to such parents. The teaching of the Second Vatican Council is the most appropriate guide for Christian parents called to fulfil their mission of providing their children with a genuine human and Christian education.

Dialog Teologic XVIII/36 (2015)

Dialog Teologic XVIII/36 (2015), 60 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 15 lei.

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La Chiesa fonda le sue radici nel mistero di Cristo. Dalla persona di Gesù Cristo estrae i principi per il suo essere e il suo agire. Se le cose sono chiare per quel che riguarda la sua esistenza, un problema delicato rimane il suo modo di agire di fronte ai tempi che cambiano continuamente.
Pr. prof. Juan Javier FLORES ARCAS
Questo studio intende presentare alcuni aspetti del ruolo evangelizzatore della liturgia. Lontano dall’essere una somma di riti, la liturgia è un mezzo straordinario per evangelizzare. Questa sua funzione si svolge soprattutto attraverso la celebrazione della Parola e dei sacramenti, tenendo sempre presente che celebrare è in realtà evangelizzare. L’evangelizzazione dovrebbe adeguarsi ai segni dei tempi verso l’ideale di una liturgia della bellezza dentro una Chiesa in cammino verso la perfezione e la patria celeste.
CETTINA MILITELLO
Il lavoro presente ha l’intento di esporre i significati dell’immagine della donna come segno dei tempi. Già dal titolo si nota che si tratta di una narrazione autobiografica, non necessariamente una apologia a favore di un accesso più largo delle donne allo studio e alla ricerca della teologia. Al centro sta il racconto autobiografico con le sue tappe importanti. Il percorso autobiografico è poi inquadrato nel panorama generale della teologia delle donne in diversi campi di studio e di ricerca. Alla fine è prospettata un’incidenza ecclesiale della teologia “al femminile”.
Iulian FARAOANU
The purpose of this paper is to present some aspects of New Jerusalem symbolism in Revelation in relationship with various biblical fragments.
In order to describe the image of Jerusalem, it will be a general presentation of the concept „holy city” in the Old and New Testament. The description is followed by short analyses of some fragments from Revelation related to the Jerusalem concept. In the end, comes out reflections about the theological and symbolical figure of the apocalyptical Jerusalem. The holy city is the fulfillment of history and the dream to see God face-to-face.

Fabian DOBOŞ
Il presente articolo vuole trattare e spiegare il modo in cui il Papa Paolo VI è riuscito mettere in pratica l’unico suo scopo: la conversione degli uomini a Dio. Il titolo è dato da un paragone che si può fare tra il Papa Paolo VI e Sant’Atanasio di Alessandria, che ha combattuto dappertutto l’arianesimo, da qui essendo ricavato il sintagma: Atanasius contra mundum.
La prima parte dell’articolo tratta della vita e dell’attività di Giovanni Battista Montini prima della sua elezione alla Sede Pontificale; la seconda, divisa in due parti (prima e dopo l’anno 1968) cerca di riassumere l’intero lavoro di un papa che è riuscito a conservare la fede della Chiesa in Cristo.

Dialog teologic XVIII/35 (2015)

Dialog teologic XVIII/35 (2015), Conciliul al II-lea din Vatican: „semn al timpului” pentru Biserică şi pentru lume (II), 140 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 9 lei.

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Editorial

După cum se ştie, acum 3 luni şi jumătate a mai fost organizat aici la Seminar un simpozion cu aceeaşi tematică legată de Conciliului al II-lea din Vatican.
Prin aceste două simpozioane, aşa cum subliniam şi atunci, ne propunem să readucem în atenţie, spre studiu, cercetare şi reflecţie istorico-teologică, documentele Conciliului, datorită rolului extrem de important pe care l-au avut în istoria recentă a Bisericii.
La simpozionul precedent au fost prezentate opt documente, iar astăzi vor fi prezentate celelalte opt.
Este cunoscut faptul că toate aceste documente reprezintă rodul a cel puţin trei ani de dezbateri intense, profunde şi fructuoase ce au avut loc la Conciliul al II-lea din Vatican din partea reprezentanţilor întregii Biserici Catolice şi nu numai.

Petru Gherghel
Christus Dominus Decree Concerning the Pastoral Office of Bishops in the Church

I am pleased to participate, although not in person, in this academic meeting organized by the Roman-Catholic Theological Institute of Iasi and the Faculty of Roman-Catholic Theology within the Al. I. Cuza University, and I take this opportunity to express to the rector Fr. Benone Lucaci, PhD, organizer of this symposium, to Fr. Stefan Lupu, PhD, to the fathers associate professors, seminarians, guests and to all participants, a warm welcome accompanied by a wish for heavenly blessing and for distinguished achievements in the mission to continue the analysis of the great Second Vatican Council and to share to all believers, but not only, the richness of the holy teachings developed with a true spirit of faith by the Council Fathers under the coordination of the Holy Father, Saint John XXIII and Blessed Paul VI.
Daniel Iacobuţ

The principle of active participation in Sacrosanctum Concilium

L’articolo si propone di approfondire i fondamenti teologici del principio della partecipazione liturgica nel documento conciliare Sacrosanctum Concilium e di mostrare la sua attualità a 50 anni dall’evento conciliare.
La partecipazione attiva alla liturgia è richiesta dalla stessa natura della liturgia, in quanto ogni celebrazione liturgica è azione sacra per eccellenza compiuta da Cristo in unione con il suo corpo mistico, la Chiesa. Siccome la Chiesa è “stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo acquistato” (1 Pt 2,9; cfr 2,4-5), tutto il popolo cristiano ha, in forza del battesimo, il diritto e il dovere di partecipare attivamente alla liturgia. Tale partecipazione nu riguarda quindi solo i ministri dell’altare ma l’intera assemblea liturgica, con tutti i suoi membri battezzati. L’oggetto ultimo della partecipazione liturgica è il mistero della fede, al quale si arriva attraverso i riti e le preghiere delle azioni liturgiche.
La partecipazione al mistero della fede attraverso i riti e le preghiere deve essere attiva, consapevole, interiore ed esteriore, piena e fruttuosa. Il suo frutto più rilevante è l’accoglienza della salvezza nell’esistenza attraverso una vita di comunione con Dio e i fratelli. Per questo rappresenta ancora a 50 anni dal Concilio lo scopo principale della pastorale liturgica di ogni Chiesa locale.

Parole chiave: Vaticano II, Sacrosantum Concilium, partecipazione, liturgia.

Cornel Berea
Nostra Aetate. Alla ricerca dei fratelli

L’articolo intende presentare la dichiarazione Nostra Aetate e la sua attualità per la Chiesa di oggi. Partendo dal modo in cui furono percepite, durante il Concilio Vaticano II, le relazioni tra la Chiesa e le religioni non cristiane, l’Autore analizza il contenuto della Dichiarazione, mettendo in evidenza soprattutto la dottrina conciliare sul nostro rapporto con l’ebraismo. Un’attenzione speciale è concessa anche allo sviluppo dottrinale post-conciliare in merito a tale rapporto. L’articolo analizza brevemente sia i documenti importanti del magistero, sia l’atteggiamento da parte ebraica verso i cristiani. L’urgenza di ritrovare nell’ebraismo quelle radici che molte volte abbiamo perso durante la storia fa apprezzare particolarmente gli attuali gesti profetici di Papa Francesco. La ricerca dei fratelli maggiori passa attraverso un’attenzione rinnovata al vocabolario che usiamo, come anche agli errori da evitare nel futuro.

Parole chiave: Nostra Aetate, cristianesimo-ebraismo, religioni non cristiane.

Maximilian Pal
Orientalium Ecclesiarum. Alcuni principi giuridici sulle Chiese orientali cattoliche

Orientalium Ecclesiarum is noteworthy primarily for its exaltation of the equal dignity and relative autonomy of the Eastern patriarchates and its specific prescriptions for increased communion with the separated Orthodox. While this brief document lacks the extensive ecclesiological discussion of Lumen Gentium and Unitatis Redintegratio, its treatment of these two matters gives insight into how the Council interpreted and applied its ecclesiology. The decree’s treatment of the patriarchates makes clear that the particular Churches are essential to the Church’s constitution. They exist by right, not by concession, and on equal terms as regards dignity and jurisdiction, being answerable to none but the supreme authority in the Church. The Pope is considered only in his role as Supreme Pontiff, not as Latin patriarch, to avoid giving any impression that the Latin Church enjoys any jurisdictional superiority over the Eastern Churches. The relative autonomy of the Eastern Churches would be matched by that of future patriarchates, as envisioned by the Council. Thus the Church might adapt to the diversity of the world’s cultures by organizing herself in the ancient system of patriarchates and autonomous eparchies.
In the post-Conciliar period, only the second aim of Orientalium Ecclesiarum was effectively implemented. There is increased communion in sacramental and extra-sacramental practices between Eastern Catholics and Orthodox, mainly to meet the pastoral needs occasioned by geographic dispersion. Yet the expected restoration of patriarchal status never really occurred, as the Eastern patriarchates tend to be governed under a common rule imposed by the supreme authority through the Congregation for the Oriental Churches, which imposes even the norms of ecumenism and other reforms.
Keywords: Orientalium Ecclesiarum, Council Vatican II, Eastern Catholic Church, canon law legal principles, equal dignity, practices sacramental.

Iulian Faraoanu
Gioia per la salvezza di Dio in Sof 3,14-17

The Book of Zephaniah has a multitude references to the Lord’s Day and to the salvation associated to this event. The text of Zeph 3:14-17 offers an example of the right attitude of the people to the salvation of YHWH in that coming day. The prophet often invites the people to the joy and offers motivations for this kind of attitude.
This paper intends to present a linguistic, literary and semantic analysis of the most important words used by the author to express his message in Zeph 3:14-17. The analysis is folowed by some theological ideas keeping in mind the hystorical situation of the prophetical oracles. All this confirms the main theme of Zephaniah’s text: the joy for God’s salvation.

Keywords: joy, salvation, Sion’s daughter, fear, rejoice.

Damian Patraşcu
Decreto per il rinnovamento della vita religiosa Perfectae Caritatis

Il presente studio tratta della storia, contenuti e applicazione del decreto conciliare Perfectae caritatis. Come si può ben osservare, anche la storia di questo documento è passato attraverso tante controversie e difficoltà di varie genere prima di arrivare alla sua redazione finale. Nonnostante la chiarezza nella presentazione del rinnovamento alla quale è chiamata la vita consacrata, la sua applicazione non è stata liscia, avendo bisogno di ulteriori pareri da parte dei Romani Pontefici e delle diverse Congregazioni della Curia Romana.
Parole chiave: vita consacrata, congregazione, rinnovamento, voti, formazione, consacrazione, disciplina, matrimonio, istituti religiosi, stato di perfezione, matrimonio.

Iosif Enăşoae
La nature humaine degrade, la principale cause de la crise de la famille et de la société

Le mot crise semble être le plus fréquent sur les lèvres des hommes de notre temps. De part le monde entier, on parle beaucoup des crises économique, sociale, familiale et celle des valeurs. Beaucoup veulent découvrir les causes de ces crises perpétuelles afin de proposer des solutions pour y remédier. Une simple étude des causes ne suffit pas pour les identifier. Une recherche plus approfondie est nécessaire, celle de la foi humaine et chrétienne qui dépasse les limites de la raison humaine et qui regarde les réalités de l’existence dans une autre perspective. A travers la puissance de la foi on peut arriver à la découverte de la véritable cause qui a généré la crise actuelle de notre société. La foi, fondée sur la Révélation biblique, nous montre que la véritable cause de la crise de la société humaine est la rébellion des premiers gens contre Dieu, à savoir le péché originel. Il a produit la plus grande catastrophe de la nature humaine, en la blessant grièvement et en la faisant esclave de sa propre impuissance et du Diable. La vraie cause de tous les maux sociaux est le péché originel qui a gravement blessé la nature humaine.

Mots-clés: la crise de la famille, les causes, la raison, la foi, le péché, la nature blessée.

Dialog teologic XVII/34 (2014)

Dialog teologic XVII/34 (2014), Conciliul al II-lea din Vatican: „semn al timpului” pentru Biserică şi pentru lume (I), 122 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 9 lei.

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Editorial

După cum se ştie, în programul activităţilor academice din Institutul nostru, din ultimii ani, sunt incluse, printre altele, şi două simpozioane care se desfăşoară de obicei toamna şi, respectiv, primăvara.
Pentru simpozioanele din acest an universitar, ne-am propus, în colaborare cu Facultatea de Teologie Romano-Catolică, din cadrul Universităţii „Al.I.Cuza”, să readucem în atenţie spre studiu, cercetare şi reflecţie documentele Conciliului al II-lea Vatican, datorită importanţei acestora în istoria recentă a Bisericii dar şi contextului eclezial de aniversare a 50 de ani de la desfăşurarea acestui Conciliu.
În acest sens, intenţionăm să oferim o ocazie specială pentru o reflecţie istorică şi teologică a acelui eveniment extraordinar care a marcat profund viaţa Bisericii catolice contemporane atât în interiorul ei, cât şi în raport cu societatea şi cultura contemporană şi în relaţie cu celelalte confesiuni sau religii.
Vom vedea că au existat şi există încă atâtea dezbateri şi probleme legate de receptarea Conciliului în perioada ultimelor decenii.

Cristinel Fodor
Presbyterorum ordinis: utopia or call to holiness?

Il Concilio Vaticano II ha avuto a cuore tutti i problemi della Chiesa. Una particolare attenzione doveva essere accordata alla formazione dei sacerdoti, coloro che devono continuare l’annuncio del Vangelo fini alla fine dei tempi. Il documento Persbyterorum Ordinis traccia le linee fondamentali di una formazione integrale e attuale dei preti.
Le pagini seguenti, partendo dalla situazione odierna, a cinquanta anni dal Concilio, vogliono dare una risposta alla domanda se il documento sulla formazione dei sacerdoti è una utopia o una chiamata alla santità.

Parole chiave: Presbyterorum Ordinis, santità, fromazione, sacerdoti, Vaticano II.

Ştefan Lupu
The dogmatic constitution on the church Lumen Gentium after 50 yers

Beginning with a big picture of the Council, the intended study presents the Dogmatic Constitution on the Church Lumen Gentium. Pointing at the beginning to the genesis of the document, the author describes the content of each chapter, the internal dynamic and the major accents of the Dogmatic Constitution. The important aspects of the Constitution Lumen Gentium, which have had an impact on the life of the Church during the 50 years after the Second Vatican Council, are presented in conclusion.

Cornel Berea
Ad Gentes: storia di un decreto

Questo articolo propone di presentare brevemente il cammino di redazione del decreto conciliare sulle missioni Ad Gentes. Verrà presentata anche la parte dottrinale del decreto, che collega la missione all’invio delle persone Trinitarie con l’invio della Chiesa stessa. La missione è un dovere che fa parte intrinseca della natura della Chiesa.

Parole chiave: missione, Ad Gentes, Concilio Vaticano II.

Fabian Doboş
Unitatis redintegratio decree on ecumenism – the cornerstone of contemporary ecumenism

Lo studio è strutturato in due parti: la prima, basata sul testo del decreto Unitatis redintegratio, e la seconda, che tratta di alcuni personaggi ecumenici che hanno lasciato la loro impronta sulla storia religiosa della Romania.
Nella prima parte sono presentate le cause della separazione tra la Chiesa di Occidente e quella di Oriente, ma anche le proposte fatte dal suddetto decreto in vista di un ecumenismo efficace. Poi sono presi in considerazione gli importanti gesti ecumenici fatti da tre papi: Paolo VI, Giovanni Paolo II e Francesco.
La seconda parte tratta di tre persone che, mediante il loro lavoro ecumenico, hanno aiutato moltissimo al progresso ecumenico in Romania. Prima di tutto viene ricordato il vescovo di Jassy, Mons. Domenico Jaquet (1895-1903), il quale, essendo svizzero, aveva un’orizzonte largo dell’ecumenismo. Un secondo personaggio è il Beato Vladimiro Ghika (1973-1954), il quale ha lavorato per tutta la vita per l’unione delle due Chiese separate nel 1054. L’ultimo momento della seconda parte tratta della visita che il Papa Giovanni Paolo II ha fatto in Romania nel periodo 7-9 maggio 1999.
Parole chiavi: Concilio Vaticano II, Unitatis redintegratio, ecumenismo, Domenico Jaquet, Vladimiro Ghika, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Papa Francesco, ortodossia, cattolicesimo.

Cornel Cadar
Inter mirifica: The Church and the mass-media – fifty years together

Tra i documenti emanati dal Concilio Vaticano II, si può identificare anche uno che tratta dell’importanza dei mezzi di comnicazione. Il documento Inter Mirifica vuole partire dalla Parola di Dio (cf. Mc 16,15) e costituirsi uno strumento a favore dell’evangelizzazione.
Il presente lavoro presenta il contenuto del documento conciliare, la storia della sua formazione e gli spunti che offre per la pratica pastorale della Chiesa.

Parole chiave: Inter mirifica, mass-media, evangelizzazione, Vatican II.

Iulian Faraoanu
Ap 21,12-14 nel contesto letterario dell’Apocalisse

The aim of this paper is to present the relationship of the text Rev 21:12-14 with the context of the Revelation.
With respect to the theme, the first step is the delimitation trough a literary analysis. The present purpose is to demonstrate the unity of the biblical fragment. The second step will be the study of the relationships of our text with the context, specially the close context Rev 17-22. All the reflections keep in mind the general structure of the book. In the end it will be a short conclusion on the importance of the text related with John’s intentions.

Keywords: Revelation, textual, literary analysis, New Jerusalem.

Ştefan Grosu
About the Missionary Activity of Pope Francis

The paper proposes to show how Pope Francis presents the missionary activity of the Christian Church in Evangelii Gaudium Apostolic Exhortation and Lumen Fidei encyclical using the narrative method of studying. It is specified that this two pontifical papers have the Gaudim et Spes pontifical document as their reference point. Also, Pope Francis did not forget to mention that the red line of messianism crossed the entire Bible. The framework of study is marked by the consumer society, which although brought prosperity, induces a state of selfishness throughout the world.

Key words: Evangelii Gaudium, Lumen Fidei, faith, human

Iulian Ianus
Il problema del lavoro nell’enciclica Laborem Exercens

l problema del lavoro, nella sua continua attualità, è stato annalizzato dalla dottrina sociale della Chiesa all’interno della “questione sociale”. Cominciando dalla prima enciclica sociale di Leone XIII (Rerum Novarum, 1891) e continuando con tutte le altre encicliche sociali, il Magistero della Chiesa ha approffondito il discorso sul lavoro umano visto in tutta la sua complessità. Sopprattutto nella Laborem Exercens (Giovanni Paolo II, 1981) l’attenzione si dirigge verso gli aspetti fondamentali del tema. Si sottolinea l’importanza e la centralità della persona umana, vista come soggetto del lavoro; l’uomo ha la vocazione e l’obbligo di lavorare e sottoporre la terra. Il lavoro, con le sue dimensioni personal-esistenziale, sociali e teologiche, è uno strumento di piena realizzazione della persona umana. Il senso oggettivo del lavoro, cioé la tecnica, è un vero aiuto per l’uomo; la responsabilità della persona è quella di utilizzare la tecnica in modo da non transformarla da alleata in avversaria. Al di là dell’obbligo di lavorare, l’uomo ha anche il diritto al lavoro: in questo senso, i fattori decisionali devono garantire alla persona umana la possibilità di realizzarsi anche tramite questa via del lavoro.
Parole chiavi: lavoro, questione sociale, tecnica, persona umana, dottrina sociale, bene, vocazione, dovere, responsabilità, enciclica.

Dialog teologic XVII/33 (2014)

Dialog teologic XVII/33 (2014), Rolul Bisericii Catolice din Europa de Est la căderea comunismului, 111 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 9 lei.

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Cuvânt înainte

După cum ştim, anul acesta se împlinesc 25 de ani de la căderea Zidului din Berlin, simbol al sfârşitului dictaturii comuniste din Europa.
Astăzi, pe de altă parte, ne aflăm chiar la mijlocul intervalului dintre două evenimente ecleziale cu o relevanţă deosebită pentru noi: acum o săptămână şi jumătate au fost canonizaţi la Roma doi papi, dintre care, mai ales Ioan Paul al II-lea, a avut un rol determinant în căderea comunismului, apoi, peste o săptămână şi jumătate, vom participa la beatificarea ep. martir Anton Durcovici, o victimă a acestui regim, care ne oferă totodată o imagine clară a motivului pentru care Biserica a trebuit să ia atitudine fermă împotriva comunismului.

Jan Mikrut
Giovanni Paolo II: un nuovo santo della Chiesa cattolica. La sua esperienza dei totalitarismi e la nuova visione dell’Europa dopo la caduta del muro di Berlino

Il presente lavoro tratta il tema generale del comunismo. A livello particolare, ha di mira la visione di Giovanni Paolo II sul totalitarismo comunista e sulla soluzione per uscire dalla crisi provocata dai regimi comunisti. Dopo una breve descrizione dell’esperienza avuta dal giovane Karol Woytila nei riguardi del comunismo, viene discusso il contesto storico e politico in cui si instaurano i regimi ideologici. In seguito, sono analizzate le vicende della vita del santo Giovanni Paolo II dalla prospettiva della sua posizione nei riguardi del comunismo. Alla fine, viene offerta la nuova visione delle società dopo la caduta del muro di Berlino.

Parole chiave: comunismo, totalitarismo, Chiesa, Europa, Est, Giovanni Paolo II.

Marek Inglot
Ignacy Tokarczuk (1918-2012) – un vescovo indomito

Il comunismo è stato un periodo di prova per la Chiesa di Cristo. L’ideologia comunista non condivideva le idee e i principi della dottrina cristiana. Non solo questo, ma in virtù della lotta di classe, ha combattuto con diversi mezzi contro il popolo di Dio. Un esempio di resistenza è stato il vescovo Ignacy Tokarczuk. Le pagini seguenti intendono presentare i punti portanti della lotta di questo rappresentante di Cristo contro le idee comuniste. Dopo una breve biografia, sono presentati i mezzi e gli strumenti della buona battaglia per la vittoria del Vangelo.

Parole chiave: comunismo, Ignacy Takarczuk, Chiesa, vescovo, resistenza.

Alois Moraru
Anton Durcovici: from cradle to the foot of Calvary

L’argomento di questo studio è centrato sulla vita del grande vescovo martire Anton Durcovici. Visto lo spazio limitato, le pagini seguenti si soffermano soprattutto sull’ultima parte dell’esistenza terrena di Durcovici: il ministero di pastore della diocesi di Iasi, culminando con l’arresto a Popesti Leordeni.
Il lavoro ha un carattere prevalentemente biografico. Però vuole mettere in risalto anche dei principi teologici ed ecclesiali di cui si è avvallato il vescovo nella sua attività pastorale. Non viene dimenticata anche la dimensione esortativa: la fedeltà e la resistenza dei seguaci di Cristo per ottenere il premio del vincitore.

Parole chiave: Durcovici, resistenza, martirio, Calvario, comunismo.

Anton Coşa
Pontifical Diplomacy. The Holy See and the comunist countries in Central and Eastern Europe

Il lavoro presente intende trattare il tema del rapporto tra la diplomazia pontificia e il comunismo. Si possono riportare vari argomenti per dimostrare l’influenza della Santa Sede per far crollare i sistemi totalitari nell’Est Europa. Da evidenziare soprattutto il contributo di Giovanni Paolo II, buon conoscitore dell’ideologia comunista, difensore della libertà e grande protettore dei diritti della persona umana.

Parole chiave: diplomazia pontificale, comunismo, Santa Sede, Est Europa.

Petru Ciobanu
Condemnation of communism in pontifical magisterium. Since Pius IX to Paul VI

The present article, based on several magisterial documents, illustrates the approach of Roman Pontiffs, beginning with Pius IX and ending with Paul VI, with regard to what used to be called „red plague”, i.e. communism. The article analyses one by one various encyclical letters, apostolic letters, speeches and radio messages in which Roman Pontiffs condemned socialist theories, either explicitly or implicitly.

Keywords: Magisterium, Pope, communism, socialism, marxism, Christianity, encyclical letter, apostolic letter, collectivism, atheism, materialism.

Dialog teologic XVI/31 (2013)

Dialog teologic XVI/31 (2013), Credinţa dintotdeauna şi omul de astăzi, 152 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 9 lei.

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Editorial
Suntem încă sub impactul puternicelor emoţii pe care le-am trăit în ultimele ore datorită alegerii noului papă. Ţinând cont de toate discuţiile, pronosticurile şi calculele care au avut loc în ultimele zile, aproape spontan gândul m-a dus aseară la pasajul biblic în care se vorbeşte despre alegerea şi ungerea lui David din partea lui Samuel. Într-adevăr, „… omul se uită la faţă, iar Domnul se uită la inimă” (1Sam 16,7).
Îi mulţumim lui Dumnezeu pentru marele dar făcut Bisericii prin noul papă şi ne rugăm să-l lumineze şi să-l întărească pentru a conduce mai departe corabia lui Cristos ca succesor al lui Petru.
Desigur, este un eveniment istoric extraordinar pentru Biserică, dar mai ales este un moment de credinţă.

Alois Bulai
Aspectul dialogic al credinţei biblice

L’argomento del lavoro presente è la dimensione dialogica della fede biblica. L’iniziativa è sempre di Dio: lui rivela il mistero della sua vita e del suo amore e parla all’uomo e al suo popolo tramite il creato, tramite la sua parola nella Legge e nei profeti e nella Nuova Alleanza tramite il suo Figlio, la sua Parola fatta carne che abita in mezzo a noi. Al suo appello l’uomo è invitato a rispondere tramite la fede. Il significato principale della parola „fede” (traduzione dal greco πιστις), si riferisce a colui che ha fiducia, che confida, che si affida, la cui persuasione è salda. La biblica della fede può anche essere intesa nel senso di “fedeltà”. L’essere divino e la persona umana sono i due termini di questo dialogo della fede.

Parole-chiave: Dio, rivelare, creazione, dialogo, parola, risposta, fede, fideltà, legge, uomo

Iulian Faraoanu
La fede, via della giustizia nella lettera ai romani

 The theme of this paper is a matter of faith, a way of human righteousness in front of God in the Epistle to Romans. After some premises that concern the confessional debates based on the epistle and its main theme, our attention will turn to the exegesis of Rom 3:21-26. The exegetic analysis will highlight the two important poles: on one side the righteousness of God, on other side the faith of the human genre. Than, it will be a discussion on the faith’s notion in his relationship with the divine righteousness, justify and the Law. The emphasized thesis is the following: God is righteous, faithful and merciful, through the sacrifice of Christ, it justifies in a free way the sinful man based on his faith. In the end shot conclusions and applications will be stated. It will be underlined the suited truth on which faith is an essential aspect of Christian identity. The same faith remains the opening door of salvation and of everylasting life.
Daniel Iacobuţ
Botezul, poarta credinţei
This article reveals that emeritus pope Benedict XVI’s presentation of Baptism as a door of faith in the Apostolic Letter Porta Fidei is, in fact, rooted into the Church’s liturgical experience, particularly in the rite of celebrating the sacraments of Christian initiation. The article develops this idea in three parts, all three focusing on the baptism seen as a door of faith: the first part presents the Baptism as participation to Christ’s Paschal Mystery; the second part looks at the relationship between Baptism and faith; the third, more liturgical, explores the initial rite of celebrating the Baptism, rite which would take place at the church’s door. In this last part, we show that entering the catechumenate, for both the adult Christian initiation and the beginning of the rite of Baptism for children, was named rite of acceptance and welcoming. It could also be called liminal rites as they take place ad limen, at the church’s door, around a door threshold which meant entering the church once passed by.
Starting with the names – admission, welcoming – we understand that they refer to overcoming separation for becoming closer, for entering in a new relationship, in a communion with God and with the Church through Baptism. In fact, if we consider In 10,7.9, there is only one door through which one could enter to be in communion with God, and this is Christ the Saviour. This is the reason why the place for officiating the rite of welcoming is the church’s door, which symbolizes Christ-the door, and the culmination of this rite is tracing the cross on the forehead, the true door which gives access for the communion with God and with our neighbour. These liminal rites tighten the interdependencies between lex orandi, the law of the prayer, and lex credendi, the law of belief: the Church’s celebration clearly presents the Baptism as the ianua vitae spiritualis, the door of life in the Spirit and the foundation for the entire life of faith of a Christian.

Keywords: Baptism, liturgy, faith, door, passing through, communion, liminal rites, welcoming, mystagogy.

Corneliu Berea
Ce anume este „nou” în „noua evanghelizare”?
Il presente lavoro intende illustrare il senso della novità attinente al concetto di nuova evangelizzazione. Lo stesso Giovanni Paolo II spiega il modo in cui egli percepisce l’idea di novità all’interno della nuova evangelizzazione.
Si tratta non di ri-evangelizzare, ma di un’azione di nuova evangelizzare. Tale attività avrà tre caratteristiche: a) una novità riguardo allo zelo per il Vangelo; b) nuovi metodi di annunciare la Buona Notizia; c) un’evangelizzazione nuova nel suo esprimersi. Queste vie dovrebbero portare gli uomini di questo millenio più vicino a Cristo al suo mistero di croce e risurrezione.

Parole chiave: nuova evangelizzazione; Vangelo; missione; Vaticano II.

Damian Gheorghe Pătraşcu
Credinţă simplă sau/şi credinţă gândită? Cazul Clement Alexandrinul şi Origene
In questo lavoro si vuole studiare il rapporto tra fede e gnosi, così come è stato pensato da due autori normativi dell’epoca patristica in questo argomento, cioè Clemente Alessandrino e Origene. Dallo studio dei testi presi in esame, possiamo vedere chiaramente la necessità della conoscenza in ordine alla fede (Clemente Alessandrino) e anche la bontà della semplicità della stessa fede (Origene), anche se non si esclude anche qui, per quelli che sono in condizione di farlo, di ricorrere allo studio di essa.
Parole-chiavi: fede, filosofia, padri della chiesa, Origene, Clemente Alessandrino, tradizione, rapporto, semplicità, logos, gnosi, ortodossia, eterodossia, ragione, sapienza.

 

Virgil Blaj
Credinţa creştină în epoca postmodernă
La modernità si é caraterizata sin dall’inizio della rivendicazione del primato e dell’autonomia della ragione, come unico strumento per conoscere, trascurando ogni altra ipotesi, ritenuta inadequata ma anche distrattiva dai compiti immediati e urgenti.
L’ultima modernità, che provisoriamente viene chiamata postmodernità, sembra di redefinire un tale attegiamento di negazione, riconsiderando le pretese di autosuficenza da parte della ragione.
Il presente lavoro si propone come un primo approccio al rapporto della modernità/postmodernità e la fede cristiana, secondo l’analisi e la profonda lettura di Romano Guardini, con lo scopo di intravedere possibili punti di dialogo tra la fede cristiana e la cultura odierna, nella prospettiva generale della nuova evangelizzazione.
Parole chiavi: fede, cultura, dialogo, modernità, postmodernità, nuova evangelizazzione, società liquida, relativismo, esistenza cristiana, autonomia del mondo.

 

Iosif Enăşoae
Misiunea pedagogică a părinţilor creştini
în lumina documentelor Conciliului al II-lea din Vatican

La missione pedagogica dei genitori è primaria ed insostituibile. Per il fatto che hanno generato figli, i genitori hanno il diritto primario, specifico e nello stesso tempo il dovere proprio di impegnarsi per darli un’educazione completta. I genitori, essendo consapevoli che i loro figli hanno la stessa dignità, sono cheamati ad educarli e formarli per vivere pienamente secondo la loro dignità e di promuovere il bene proprio e il bene comune. Secondo l’insegnamento del Concilio Vaticano II, promosso tramite i suoi documenti, l’educazione dovuta ai figli deve essere fisica, psichica, religiosa, morale, vocazionale e sociale. I genitori hanno il diritto di scegliere una scuola adeguata per educare e formare i loro figli. Un impegno importante per i genitori è quello di communicare la fede ai loro figli tramite il Battesimo e di educarli, con la catechesi e il loro buon esempio, per vivere la vita cristiana secondo l’insegnamanto di Gesù. La crisi educazionale della famiglia si pùo risolvere cambiando la mentalità erronea che non considera più i figli come un dono di Dio, ma piutostto come un impedimento dello sviluppo dei genitori o come un diritto dovuto. L’insegnamento del Concilio Vaticano II è la vera guida per i genitori cristiani che devono compiere la loro missione di dare una vera e sicura educazione umana e cristiana ai figli.

Parole chiavi: genitori, missione, educazione, doveri, diritti, documenti, Vaticano II.

Iosif Iacob
Creştinul actual, fidel învăţăturii Conciliului?!
L’anniversario del 50° Anno dell’apertura del Concilio Vaticano II ci offre una buona e nuova occasione di riflettere sull’insegnamento che esso ci ha lasciato e, nello stesso tempo, sulla sua attualità. Il cristiano attuale è testimone della svolta conciliare? Nella società odierna tra i problemi più emergenti sono quelli della secolarizzazione e della giustizia. A livello teorico, a riguardo, i pareri convergono, ma quando si tratta della prassi, troviamo grandi discrepanze. Proprio in quest’ambito, il cristiano è chiamato a ESSERE e VIVERE da cristiano. Qui troviamo l’appello del Vaticano II che invita all’apertura e ad un progresso spirituale, che accompagni e offra fondamento a tanti ambiti della vita in cui si è realizzato un progresso notevole. La Chiesa, nelle sue membra, è chiamata ad assumere la realtà attuale ed essere uno stimolo. Nelle sue membra essa deve essere un „segno cristiano distinto” credibile, che abbia alle origini profondi contenuti di fede, di fronte ad un mondo sempre più scettico e diffidente.

Parole chiavi: cristiano, fedeltà, Concilio, mondo, spirituale.

Petru Ciobanu

Gnosticismul contemporan
Il soggeto di questo articolo è rappresentato di gnosticismo contemporaneo. Sono analizzati alcuni movimenti gnostici, come New Age, la Chiesa gnostica di santa Maria e di san Giovanni ed Ecclesia Gnostica, o sette (Testimoni di Geova) con qualche influsso gnostico nel loro insegnamento, che possiamo trovare nello spettro religioso attuale.

Parole chiavi: gnosticismo, gnosticismo contemporaneo, New Age, Testimoni di Geova, cristologia, soteriologia.

Dialog teologic XV/30 (2012)

Dialog teologic XV/30 (2012), Porta fidei: re-propunerea credinţei în mileniul al III-lea, 148 p., 17×24, ISSN 1453-8075, 9 lei.

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Editorial

Anul credinţei pe care l-am început recent constituie fără îndoială un moment special de har, menit să contribuie la redescoperirea, creşterea şi transmiterea credinţei, ca lumină şi busolă ce poate călăuzi omul, pe drumul istoriei sale personale şi comunitare. În acelaşi timp, poate fi o ocazie potrivită de a ne reînnoi convingerile personale, de a regăsi sensul comuniunii ecleziale, de a consolida motivaţiile noastre religioase şi, mai ales de a ne converti.

Gilfredo Marengo
Annuncio della fede e pastorale: l’eredità del Vaticano II

«Anche nei nostri tempi lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa un nuovo slancio per annunciare la Buona Notizia, un dinamismo spirituale e pastorale che ha trovato la sua espressione più universale e il suo impulso più autorevole nel Concilio Ecumenico Vaticano II» (Benedetto XVI, 7 ottobre 2012). Queste parole, pronunciate dal Santo Padre, nell’omelia della celebrazione con la quale si è iniziato il Sinodo dei Vescovi dedicata al tema della «nuova evangelizzazione» segnalano, insieme alla  contestuale proclamazione dell’Anno della Fede, la speciale enfasi che si deve dare alla ricorrenza del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II (11 ottobre 1962). Queste circostanze invitano ad una rinnovata attenzione al magistero conciliare e ad  una verifica della sua adeguata recezione, Ben sapendo che esso resta un’ineludibile pietra di paragone del cammino ecclesiale e custodisce in sé una fecondità, non del tutto compiutamente espressa.

Nicola Reali
Raccogliere l’eredità del Concilio a 50 anni dalla sua celebrazione: un caso particolare il sacramento del matrimonio. Lettura teologico-pastorale

Introducendosi subito nell’oggetto della nostra presentazione, possiamo affermare che il Concilio Vaticano II segna il punto di non ritorno di tutta la teologia e la pastorale da allora in poi. Questo essenzialmente per due motivi: 1. Le indicazioni del Concilio permisero di uscire fuori da una visione esclusivamente naturalistica e giuridica 2. Sia il punto di vista con il quale il concilio legge il matrimonio, sia  il  contenuto  dottrinale  che  esso  presenta  trovano  la  propria  fondazione e legittimazione nella teologia immediatamente precedente al Concilio (i tentavi di pensare diversamente della teologia degli anni ’50). In particolare prendiamo in considerazione Lumen gentium e Gaudium et spes. Unitamente a quanto il Concilio afferma in SC 77-78 specialmente per quel che concerne la riforma del rito del matrimonio.

Ştefan Lupu
„Il valore della tradizione apostolica secondo Adversus Haereses di sant’Ireneo

Sfântul Irineu din Lyon a definit cel dintâi şi cu claritate principalele elemente ale tradiţiei Bisericii în contrast cu curentele gnostice. După Irineu tradiţia Bisericii este apostolică atât în ceea ce priveşte originea ei, dovedită de „succesiunea episcopilor”, care primesc o dată cu succesiunea apostolică şi carisma adevărului, cât şi în ceea ce priveşte conţinutul ei, care este kerygma învăţată de apostoli şi care este transmisă, păstrată şi predicată în Bisericile apostolice. Obiectul esenţial al mesajului apostolic al tradiţiei este Cristos, deja vestit de Vechiul Testament şi care îşi află împlinirea în el. Prin urmare, tradiţia apare ca distinctă de Sfânta Scriptură şi, totodată, strâns legată de ea. Pentru Irineu, Scriptura şi Tradiţia se află într-un raport constant de acţiune şi dependenţă reciprocă.

Iulian Faraoanu
Abraham, itinerariu şi model de credinţă

Credinţa este o dimensiune esenţială a fiinţei umane. Lucrarea de faţă îşi propune să scoată în evidenţă credinţa marelui patriarh Abraham, personaj biblic emblematic în ceea ce priveşte încrederea în Dumnezeu. Credinţa lui Abraham va fi analizată sub două aspecte: mai întâi din perspectiva itinerarului raportului său cu Dumnezeu, apoi exemplul de statornicie şi perseverenţă al credinţei sale. După fiecare tratare, va exista o aplicaţie pentru creştinii de astăzi. La final, apare îndemnul la imitarea încrederii lui Abraham, omul care a crezut şi a sperat împotriva oricărei speranţe.

Iulian-Valerian Ianuş
Înţelegerea credinţei – Fides et Ratio

L’enciclica Porta fidei di Benedetto XVI ci invita ad aprofondire i contenuti della fede e di rifflettere sull’atto stesso con cui si crede. Per riscoprire e fare nostri questi contenuti, c’è bisogno di uno sforzo personale per capire quello che la fede ci insegna. Nell’anno dedicato alla fede da parte della Chiesa, l’enciclica Fides et Ratio di Giovanni Paolo II può essere uno strumento molto utile in questo cammino personale. Infatti, essa ci ofre un cammino storico riguardante i testi biblici, i contributi dei Padri della Chiesa e dei diversi teologi cristiani;  sono  ricordati  anche  gli  altri  interventi  del  Magistero,  soprattutto della Constituzione dogmatica Dei Filius del Concilio Vaticano I.

Iosif Enăşoae
Credinţa creştină, fundamentul şi viaţa familiei creştine

Observarea atentă şi critică a vieţii şi a comportamentului personal şi social ne dezvăluie, fără vreun studiu socialogic aprofundat, că credinţa este  o  realitate  existenţială  evidentă,  care  invadează  şi  influenţează  întreaga existenţă umană. Sociologia nu ar întâmpina nici o dificultate în a  demonstra  că,  în  comportamentul  tuturor  persoanelor,  actele  săvârşite din credinţă sunt de departe cele mai frecvente faţă de cele împlinite în urma unui control autoconştient critic 32 . Cu toate că termenul credinţă ne îndreaptă parcă instinctiv mintea la o experienţă religioasă, totuşi nu
trebuie să uităm legătura sa strânsă cu viaţa umană în toate etapele sale evolutive.

Damian Ghe. Pătraşcu
Credinţă şi religie. În ce/cine se crede! Răspunsul lui Dostoievsky

Timpul nostru este unul plin de contraste. Lumini şi umbre se urmăresc şi se ciocnesc, deseori în ritmuri convulsive, şi fac dificilă analiza situaţiei. Pericolul maniheismului stă la pândă, sugerat de ambiguitatea condiţionărilor în care omul se găseşte. Ca întotdeauna în istorie, binele şi răul
influenţează societatea şi o orientează într-un sens sau altul, neavând însă niciodată o dominaţie definitivă. Pentru o analiză obiectivă a situaţiei este necesară nu numai o seninătate în judecată, ci şi o capacitate de a vedea dincolo de aparenţe.

Constantin Cucoş
Corelativitatea şi complementaritatea finalităţilor în formarea religioasă

Încercăm în cele ce urmează să răspundem la următoarea întrebare: ce este mai importat să se vizeze în educaţia religioasă a elevilor, transmiterea de cunoştinţe sau clădirea unor competente, însuşirea unor cadre cognitive sau interiorizarea unor repere comportamental-valorice? Este vorba
de o polarizare a ţintelor sau de un continuum şi de o complemetaritate a lor? În plus, vom încerca să concretizăm corelativitatea dintre cele două seturi de finalităţi în cazul educaţiei religioase.