Unitatis redintegratio, în dialog cu mons. Eleuterio F. FORTINO
Rebuilding Christian unity has been one of the main purposes of the 2nd Vatican Council. This document has been the official adhesion of the Catholic Church to the ecumenical movement. The accomplishment of Church’s unity is a commitment of the whole Church and not a private initiative of one person. After it speaks about ecumenism and the relations between the Catholic Church and the separated brothers, the Council wishes to offer to all the members of the Catholic Church all the help, the ways and the means to re-establish unity. The practical methods which this document offers are the prayer and the direct dialogue with the other Christians. The approval of this document has lead to the apparition of the Secretariat for the Unity of Christians and to elaboration of some documents that refer to the remaking of the Church’s unity.
DT1617_Unitatis redintegratio, în dialog cu mons. Eleuterio F
Wilhelm DANCĂ: Decretul despre ecumenism Unitatis redintegratio
The ecumenism represents the sum of all ways, initiatives and instruments that took place for the accomplishment of Church’s unity. The scissions of the unity of the Church, apparently irredeemable, have been discussed by the Council Fathers who have elaborated the decree about ecumenism Unitatis redintegratio. This article presents the structure of the document and its application in the ecclesial context of Iassy Diocese and of Romania.
Fabian Doboş: Unitatis redintegratio decree on ecumenism – the cornerstone of contemporary ecumenism
Lo studio è strutturato in due parti: la prima, basata sul testo del decreto Unitatis redintegratio, e la seconda, che tratta di alcuni personaggi ecumenici che hanno lasciato la loro impronta sulla storia religiosa della Romania.
Nella prima parte sono presentate le cause della separazione tra la Chiesa di Occidente e quella di Oriente, ma anche le proposte fatte dal suddetto decreto in vista di un ecumenismo efficace. Poi sono presi in considerazione gli importanti gesti ecumenici fatti da tre papi: Paolo VI, Giovanni Paolo II e Francesco.
La seconda parte tratta di tre persone che, mediante il loro lavoro ecumenico, hanno aiutato moltissimo al progresso ecumenico in Romania. Prima di tutto viene ricordato il vescovo di Jassy, Mons. Domenico Jaquet (1895-1903), il quale, essendo svizzero, aveva un’orizzonte largo dell’ecumenismo. Un secondo personaggio è il Beato Vladimiro Ghika (1973-1954), il quale ha lavorato per tutta la vita per l’unione delle due Chiese separate nel 1054. L’ultimo momento della seconda parte tratta della visita che il Papa Giovanni Paolo II ha fatto in Romania nel periodo 7-9 maggio 1999.
Ştefan LUPU: Il contributo di Dumitru Staniloae allo sviluppo della teologia ortodossa rumena
Nell’opera di Dumitru Staniloae esiste una grande varietà di temi e problemi, in cui ha assunto delle posizioni originali, a volte radicali, ma sempre favorevoli al dialogo.
Credo sia possa abbozzare, anche se in modo provvisorio, quella che può essere definita la «visione creatrice» di Dumitru Staniloae, ossia il filo conduttore che dà unità e consistenza alla sua opera. La riflessione teologica del nostro autore si distingue per l’elaborazione di una teologia esistenziale, una teologia cioè che valorizzi pienamente la Rivelazione e l’esperienza ecclesiale del popolo di Dio, poi per una teologia animata dalla spiritualità filocalica e, infine, per una teologia aperta al dialogo vivo con la società contemporanea.